lunedì 26 giugno 2017
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Ritorna alla Home Page Lettura del Vangelo secondo Giovanni.(Gv 3,16-21)

Dio ha dato il suo Figlio, perché chiunque crede in lui abbia la vita eterna.


Nel dialogo notturno con Nicodemo Gesù ci comunica il senso più profondo di sé e della sua missione. Egli è il figlio unigenito di Dio, inviato nel mondo perché tutti abbiano la luce della verità e, credendo in lui e operando il bene, siano salvati per mezzo di lui e in lui abbiano "la vita eterna".


In quel tempo. Il Signore Gesù disse a Nicodèmo: "Dio ha tanto amato il mondo da dare il Figlio unigenito, perché chiunque crede in lui non vada perduto, ma abbia la vita eterna. Dio, infatti, non ha mandato il Figlio nel mondo per condannare il mondo, ma perché il mondo sia salvato per mezzo di lui. Chi crede in lui non è condannato; ma chi non crede è già stato condannato, perché non ha creduto nel nome dell'unigenito Figlio di Dio. E il giudizio è questo: la luce è venuta nel mondo, ma gli uomini hanno amato più le tenebre che la luce, perché le loro opere erano malvagie. Chiunque infatti fa il male, odia la luce, e non viene alla luce perché le sue opere non vengano riprovate. Invece chi fa la verità viene verso la luce, perché appaia chiaramente che le sue opere sono state fatte in Dio".

Parola del Signore.